GP Stati Uniti: gli highlights delle stagioni precedenti

Il grande Circus della Formula 1 ritorna in pista per le due gare conclusive  della stagione e lo fa negli Stati Uniti, lì dove non si corre dal 2007. Sede del GP statunitense il nuovo impianto di Austin, il Circuit Of the Americas, la novità stagionale del calendario. Il tracciato ospiterà la sua prima gara domenica, inaugurando così ufficialmente l’impianto texano. Ripercorriamo gli ultimi 5 GP corsi negli States, quando la sede della corsa era Indianapolis.

2003 – Uno straordinario Michael Schumacher (Ferrari) vince a Indianapolis ipotecando il sesto titolo mondiale. Il tedesco, scattato dalla 7° posizione, al via si porta subito in 4° posizione, dietro al Poleman Raikkonen (McLaren), Panis (BAR) e al fratello Ralf (Williams), mentre il rivale Montoya (Williams) scivola al 7° posto. Proprio nel tentativo di recuperare terreno, il colombiano sperona la Ferrari di Barrichello, e viene penalizzato con un Drive Through. L’arrivo della pioggia mischia un po’ le carte, favorendo i piloti Bridgestone che, con l’acqua, recuperano posizioni. Schumacher supera Raikkonen sotto la pioggia e va così a vincere. Ritirati Barrichello (Ferrari), Coulthard (McLaren), Alonso (Renault), Ralf Schumacher e Button: l’inglese rompe il cambio della sua BAR mentre si trovava in 2° posizione.

2004 – Ottavo successo in 9 gare per M. Schumacher che, ad Indianapolis, vince davanti al compagno Barrichello una gara che vede solo 8 piloti tagliare il traguardo. Al via Rubens mantiene la prima posizione sul compagno Michael, mentre un incidente mette fuori gioco Klien (Jaguar), Massa (Sauber) e i due italiani Pantano (Jordan) e Bruni (Minardi), costringendo la SC a entrare in pista. Al restart Poco dopo si ritirano anche Alonso (Renault) e Ralf Schumacher (Williams), entrambi per una foratura: lo spagnolo si trovava 3° dopo un’ottima partenza, mentre il tedesco dev’essere aiutato dai medici per uscire dalla vettura dopo lo schianto all’ultima curva. Con la SC di nuovo in pista, molti piloti ne approfittano per entrare ai box, senza però impensierire la leadership del tedesco. Sul podio, insieme ai ferraristi, il giapponese Sato su BAR, autore di un’ottima rimonta. Solo 6° e 7° le McLaren di Raikkonen e Coulthard, ritirato Button (BAR) e squalificato Montoya.

2005 – Più che celebrare il 5° successo di Schumacher negli Stati Uniti, l’edizione del 2005 passerà alla storia come una delle gare più controverse di sempre. La mancata partecipazione al GP dei team gommati Michelin (McLaren, Williams, Renault, BAR, Toyota, Sauber e Red Bull) crea una situazione atipica, con solo 6 vetture al via e una griglia di partenza deserta. Tutto nasce durante le prove libere del venerdì, quando Ralf Schumacher (Toyota) va a sbattere, come l’anno prima, per un cedimento della posteriore sinistra. La Michelin capisce che il problema è di tipo strutturale e nemmeno il tipo di gomma usato nei GP precedenti reggerebbe alle sollecitazioni che provoca la sopraelevata del tracciato statunitense. La Michelin invita i propri team a non scendere in pista per motivi di sicurezza, cercando di trovare una soluzione last minute: la FIA chiede ai team Michelin di moderare la velocità in prossimità della curva, i team chiedono di installare una chicane provvisoria con conseguenti nuove qualifiche. Soluzione bocciata dalla FIA, che minaccia di far saltare la gara. Saltata anche la possibilità di correre una gara fuori campionato, al termine del giro di ricognizione i team Michelin rientrano così ai box, ritirandosi dalla corsa tra il disappunto generale del pubblico. Va in scena una gara surreale, con Schumacher e Barrichello che fanno doppietta per la Ferrari e con Monteiro su Jordan che conquista il primo podio davanti al compagno Karthikeyan. 5° e 6° le Minardi di Albers e Friesacher, mentre viene vanificata la prima Pole Toyota in F1 di Trulli.

2006 – Doppietta Ferrari ad Indianapolis. M. Schumacher precede Massa sul traguardo in una gara condizionata dallo spettacolare doppio incidente, fortunatamente senza conseguenze per i piloti, della prima curva che mette fuori gioco le due McLaren di Raikkonen e Montoya, Heidfeld (BMW), Button (Honda), Webber (Williams), Klien (Red Bull), Speed (Toro Rosso) e Montagny (Super Aguri). Le Ferrari non hanno così problemi a comandare una gara che le vedeva in prima fila sulla griglia di partenza. Alle spalle dei ferraristi chiudono gli italiani Fisichella (Renault) e Trulli (Toyota), con il leader del campionato Alonso (Renault) 5°. Solo 8 piloti tagliano il traguardo, dato che Rosberg rompe il motore all’ultimo giro. Primo punto iridato per la Toro Rosso grazie all’8° posto di Liuzzi.

2007 – Secondo successo in Formula 1 per Lewis Hamilton, che sul traguardo di Indianapolis precede il compagno Alonso, completando la doppietta McLaren, al termine di un entusiasmante duello tra i due. Hamilton, partito dalla Pole, mantiene la prima posizione sul compagno al via, tenendo la testa della corsa anche dopo l’attacco subito dallo spagnolo sul rettilineo di partenza. Alonso, il giro seguente, protesterà vivacemente con il muretto McLaren, reo di non aver lasciato passare l’iberico al comando. Alle spalle delle due vetture di Woking finiscono le Ferrari di Massa e Raikkonen, con Kovalainen (Renault) che chiude in 5° posizione. A punti anche Trulli (Toyota), Webber (Red Bull) e Vettel (BMW), all’esordio in Formula 1 come sostituto del polacco Kubica, vittima di un terribile incidente nel GP precedente. Solo 12° Button su Honda, mentre l’altra Red Bull, quella di Coulthard, finisce fuori al primo giro dopo un contatto con la Toyota di R. Schumacher e la Honda di Barrichello.

ALBO D’ORO

1959 – B. McLaren (Cooper-Climax)
1960 – S. Moss (Lotus-Climax)
1961 – I. Ireland (Lotus-Climax)
1962 – J. Clark (Lotus-Climax)
1963 – G. Hill (BRM)
1964 – G. Hill (BRM)
1965 – G. Hill (BRM)
1966 – J. Clark (Lotus-BRM)
1967 – J. Clark (Lotus-Ford)
1968 – J. Stewart (Matra-Ford)
1969 – J. Rindt (Lotus-Ford)
1970 – E. Fittipaldi (Lotus-Ford)
1971 – F. Cevert (Tyrrell-Ford)
1972 – J. Stewart (Tyrrell-Ford)
1973 – R. Peterson (Lotus-Ford)
1974 – C. Reutemann (Brabham-Ford)
1975 – N. Lauda (Ferrari)
1976 – J. Hunt (McLaren-Ford)
1977 – J. Hunt (McLaren-Ford)
1978 – C. Reutemann (Ferrari)
1979 – G. Villeneuve (Ferrari)
1980 – A. Jones (Williams-Ford)
1989 – A. Prost (McLaren-Honda)
1990 – A. Senna (McLaren-Honda)
1991 – A. Senna (McLaren-Honda)
2000 – M. Schumacher (Ferrari)
2001 – M. Hakkinen (McLaren-Mercedes)
2002 – R. Barrichello (Ferrari)
2003 – M. Schumacher (Ferrari)
2004 – M. Schumacher (Ferrari)
2005 – M. Schumacher (Ferrari)
2006 – M. Schumacher (Ferrari)
2007 – L. Hamilton (McLaren-Mercedes)

CIRCUITI

1959 – Sebring
1960 – Riverside
1961 – 1980 – Watkins Glen
1989 – 1991 – Phoenix
2000 – 2007 – Indianapolis

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