GP Stati Uniti: gli highlights delle stagioni precedenti

Come di consueto ripercorriamo le ultime 5 gare valide per il GP degli Stati Uniti.

mercedes-austin-gp-stati-unitiIl grande Circus della Formula 1 ritorna in pista per le due gare conclusive di una stagione che ha già visto trionfare, per la quarta volta consecutiva, Sebastian Vettel e la Red Bull. Sede del GP statunitense è il Circuit Of America – tracciato disegnato da Herman Tilke – che ha debuttato nel calendario iridato proprio lo scorso anno, riportando negli States la Formula 1 dopo un’assenza di 4 anni. Ripercorriamo come di consueto gli ultimi 5 GP corsi disputati negli USA.

2004 – Ottavo successo in 9 gare per M. Schumacher (Ferrari), che ad Indianapolis vince davanti al compagno Barrichello una gara che vede solo 8 piloti tagliare il traguardo. Al via, Barrichello mantiene la prima posizione sul compagno Michael, mentre un incidente mette fuori gioco Klien (Jaguar), Massa (Sauber) e i due italiani Pantano (Jordan) e Bruni (Minardi), costringendo la Safety Car a entrare in pista. Al restart Schumacher passa Barrichello, ma poco dopo si ritirano anche Alonso (Renault) e Ralf Schumacher (Williams), entrambi per una foratura: lo spagnolo si trovava 3° dopo un’ottima partenza, mentre il tedesco dev’essere aiutato dai medici per uscire dalla vettura dopo lo schianto all’ultima curva. Con la SC di nuovo in pista, molti piloti ne approfittano per entrare ai box, senza però impensierire la leadership del tedesco. Sul podio, insieme ai ferraristi, il giapponese Sato su BAR, autore di un’ottima rimonta. Solo 6° e 7° le McLaren di Raikkonen e Coulthard, ritirato Button (BAR) e squalificato Montoya.

2005 – Più che celebrare il 5° successo di Schumacher negli Stati Uniti, l’edizione del 2005 passerà alla storia come una delle gare più controverse di sempre. La mancata partecipazione al GP dei team gommati Michelin (McLaren, Williams, Renault, BAR, Toyota, Sauber e Red Bull) crea una situazione atipica, con solo 6 vetture al via e una griglia di partenza deserta. Tutto nasce durante le prove libere del venerdì, quando Ralf Schumacher (Toyota) va a sbattere, come l’anno prima, per un cedimento della ruota posteriore sinistra. La Michelin capisce che il problema è di tipo strutturale e nemmeno il tipo di gomma usato nei GP precedenti reggerebbe alle sollecitazioni che provoca l’ultima curva del tracciato statunitense. La Michelin invita i propri team a non scendere in pista per motivi di sicurezza, cercando di trovare una soluzione last minute: la FIA chiede ai team Michelin di moderare la velocità in prossimità della curva, i team chiedono di installare una chicane provvisoria con conseguenti nuove qualifiche. La soluzione viene bocciata dalla Ferrari e dalla FIA, la quale minaccia di far saltare la gara. Accantonata anche la possibilità di correre una gara fuori campionato, al termine del giro di ricognizione i team Michelin rientrano così ai box, ritirandosi dalla corsa tra il disappunto generale del pubblico. Va in scena una gara surreale, con Schumacher e Barrichello che fanno doppietta per la Ferrari e con Monteiro (Jordan) che conquista il primo podio davanti al compagno Karthikeyan. 5° e 6° le Minardi di Albers e Friesacher, mentre viene vanificata la prima Pole Toyota in F1 di Trulli.

2006 – Doppietta Ferrari ad Indianapolis. Michael Schumacher precedede Massa sul traguardo in una gara condizionata dallo spettacolare doppio incidente, fortunatamente senza conseguenze per i piloti, della prima curva in cui escono di scena le due McLaren di Raikkonen e Montoya, Heidfeld (BMW), Button (Honda), Webber (Williams), Klien (Red Bull), Speed (Toro Rosso) e Montagny (Super Aguri). Le Ferrari non hanno così problemi a comandare una gara che le vedeva in prima fila sulla griglia di partenza. Alle spalle dei ferraristi chiudono gli italiani Fisichella (Renault) e Trulli (Toyota), con il leader del campionato Alonso (Renault) 5°. Solo 8 piloti tagliano il traguardo, dato che Rosberg rompe il motore all’ultimo giro. Primo punto iridato per la Toro Rosso grazie all’8° posto di Liuzzi.

2007 – Secondo successo in Formula 1 per Lewis Hamilton che, sul traguardo di Indianapolis, precede il compagno Alonso completando la doppietta McLaren, al termine di un entusiasmante duello tra i due. Hamilton, partito dalla Pole, mantiene la prima posizione sul compagno al via, tenendo la testa della corsa anche dopo l’attacco subito dallo spagnolo sul rettilineo di partenza, con Alonso che il giro seguente protesterà vivacemente con il muretto McLaren, reo di non aver lasciato passare l’iberico al comando. Alle spalle delle due vetture di Woking finiscono le Ferrari di Massa e Raikkonen, con Kovalainen (Renault) che chiude in 5° posizione. A punti anche Trulli (Toyota), Webber (Red Bull) e Vettel (BMW), all’esordio in Formula 1 come sostituto del polacco Kubica, rimasto vittima di un terribile incidente nel GP precedente. Solo 12° Button su Honda, mentre l’altra Red Bull, quella di Coulthard, finisce fuori al primo giro dopo un contatto con la Toyota di R. Schumacher e la Honda di Barrichello.

2012 – La Formula 1 torna negli States e lo fa sul nuovo tracciato di Austin in Texas per il diciannovesimo appuntamento stagionale. Alla sua penultima gara in McLaren, Lewis Hamilton conquista la ventunesima vittoria in carriera dopo un lungo duello con Vettel (Red Bull). Al via, Vettel fa la lepre, mentre il compagno Webber fatica a tenersi dietro Hamilton, il quale impiega però pochi giri per passare l’australiano. L’inglese si mette così alla caccia del tedesco, riuscendo a superarlo grazie ad un’indecisione di Vettel nel doppiaggio dell’HRT di Karthikeyan. Ai piedi del podio giungono Massa, Button (McLaren) e le due Lotus di Raikkonen e Grosjean. Fuori dai punti le Mercedes di Rosberg e M. Schumacher, mentre un problema all’alternatore costringe Webber al ritiro.

ALBO D’ORO

1959 – B. McLaren (Cooper-Climax)
1960 – S. Moss (Lotus-Climax)
1961 – I. Ireland (Lotus-Climax)
1962 – J. Clark (Lotus-Climax)
1963 – G. Hill (BRM)
1964 – G. Hill (BRM)
1965 – G. Hill (BRM)
1966 – J. Clark (Lotus-BRM)
1967 – J. Clark (Lotus-Ford)
1968 – J. Stewart (Matra-Ford)
1969 – J. Rindt (Lotus-Ford)
1970 – E. Fittipaldi (Lotus-Ford)
1971 – F. Cevert (Tyrrell-Ford)
1972 – J. Stewart (Tyrrell-Ford)
1973 – R. Peterson (Lotus-Ford)
1974 – C. Reutemann (Brabham-Ford)
1975 – N. Lauda (Ferrari)
1976 – J. Hunt (McLaren-Ford)
1977 – J. Hunt (McLaren-Ford)
1978 – C. Reutemann (Ferrari)
1979 – G. Villeneuve (Ferrari)
1980 – A. Jones (Williams-Ford)
1989 – A. Prost (McLaren-Honda)
1990 – A. Senna (McLaren-Honda)
1991 – A. Senna (McLaren-Honda)
2000 – M. Schumacher (Ferrari)
2001 – M. Hakkinen (McLaren-Mercedes)
2002 – R. Barrichello (Ferrari)
2003 – M. Schumacher (Ferrari)
2004 – M. Schumacher (Ferrari)
2005 – M. Schumacher (Ferrari)
2006 – M. Schumacher (Ferrari)
2007 – L. Hamilton (McLaren-Mercedes)
2012 – L. Hamilton (McLaren-Mercedes)

CIRCUITI

1959 – Sebring
1960 – Riverside
1961 – 1980 – Watkins Glen
1989 – 1991 – Phoenix
2000 – 2007 – Indianapolis
2012 – Austin

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